La rivista scientifica  The lancet, a dicembre 2019 pubblica una review di 24 articoli sull’impatto psicologico della quarantena. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30460-8/fulltext.

Lo scopo di questo mio articolo e’  tradurre, riportare e sintetizzare delle parti  dell’articolo sulla review particolarmente significative per riflettere sull’impatto psicologico della quarantena.

Da questa review emergono dati interessanti che ci aiutano a capire come ridurre al minimo l’impatto psicologico negativo della quarantena.  

Quarantena, si può definire la separazione e le restrizioni dei movimenti di persone che potenzialmente sono state esposte ad una malattia contagiosa per accertarsi che non si ammalino , in modo da ridurre il rischio che questi contagino altri. La quarantena è diversa dall’isolamento, ovvero la separazione delle persone con una malattia contagiosa dalle persone sane, in modo che quest’ultime non contraggano la malattia.

Introduzione

Attualmente la quarantena è stata adottata per ridurre il rischio da contagio di covid 19 in diversi paesi. L’articolo menziona solo la Cina, perché è scritto a Dicembre 2019, ma attualmente sappiamo bene come siamo stati coinvolti. Ci sono stati dei precedenti per queste misure di massa, come quelle imposte durante l’infezione Sars  in Cina e in Canada del 2003, o come quelle attuate durante l’esplosione dell’Ebola in diversi paesi dell’Africa occidentale nel 2014. Questa review include studi pubblicati che riguardavano Sars, Ebola, l’influenza pandemica h1n1 nel 2009-2010, e l’ influenza equina.

Impatto psicologico della quarantena

 Uno studio sull’impatto psicologico della quarantena sul personale sanitario che poteva essere entrato in contatto con la SARS, a 9 giorni ha individuato un maggior impatto di disturbo acuto da stress, distacco dagli altri , ansia nel trattare pazienti con stati febbrili, irritabilità , insonnia, scarsa concentrazione, peggioramento della performance lavorativa. In un altro studio , l’essere stati in quarantena era correlato alla comparsa dei sintomi post traumatici nel personale ospedaliero ,addirittura a 3 anni dalla fine. 

Tuti gli altri studi della review hanno evidenziato una maggiore incidenza di disturbi mentali e disagio nelle persone che avevano fatto la quarantena come: disturbi emozionali, stress, irritabilità , insonnia depressione, tono basso dell’umore.

I più esposti agli effetti psicologici negativi della quarantena

I più esposti a sintomi ed effetti psicologici negativi dopo la quarantena sono stati individuati come le persone con una storia di disturbo mentale e sintomi psicologici precedenti la  quarantena. Anche il personale sanitario sembra da questi studi emergere come particolarmente esposto agli effetti psicologici della quarantena.

Agenti stressanti durante la quarantena correlati ad un impatto psicologico negativo :

  • Maggiore durata della quarantena 
  •  la paura di essere infettati o di infettare
  • la noia e la frustrazione 
  •  perdita delle routine
  •  perdita del contatto sociale e fisico con gli altri

Agenti stressanti dopo la quarantena correlati ad un impatto psicologico negativo

  • Perdite finanziarie
  • stigma sociale al rientro in società per quelle persone messe in quarantena ( nel nostro caso non sembra molto plausibile, perché siamo tutti in quarantena)
l'impatto psicologico della quarantena

Cosa possiamo fare a livello istituzionale e personale per mitigare le conseguenze della quarantena 

  • Ridurre la quarantena rendendola più breve possibile ( ovviamente in questo siamo dipendenti da decisioni governative  che operano per tutelare la salute pubblica)
  • Dare informazioni complete e precise ( assicurarsi che tutti abbiano una comprensione della malattia e della necessità della quarantena , informazioni  anche su come si trasmette il virus e sui sintomi che potrebbero esserci se contagiati)
  • Assicurare che le persone abbiano risorse sufficienti  ( generi di prima necessità)per affrontare la quarantena
  • Ridurre la noia attraverso consigli pratici e tecniche di gestione dello stress
  • mantenere attiva la propria rete di contatti attraverso le nuove tecnologie, far in modo che tutti vi abbiano accesso
  • avere la possibilità di comunicare con i propri familiari e amici
  • Una linea telefonica di sostegno psicologico
  • La presenza di una linea telefonica ufficiale sanitaria per fornire informazioni mediche rispetto al contagio e ai sintomi 
  • Avere un gruppo di riferimento che rafforza  e sostiene.

Per quanto riguarda gli operatori sanitari sotto quarantena, è risultato protettivo rispetto al malessere psicologico il supporto dei loro colleghi. 

Sono stati fatti studi in altri contesti che hanno evidenziato come  lo stress di una situazione possa essere meglio sostenuto con la consapevolezza che si sta facendo per il bene di qualcuno, le categorie più fragili. ( gli anziani, o affetti da precedenti patologie mediche).  

Un altro fattore protettivo è la gratitudine delle istituzioni  e della sanità per questo sforzo collettivo

Altruismo e gratitudine  sembrano essere fattori protettivi

Conclusioni

Dai dati si capisce che si può fare molto, e molto è già stato fatto per migliorare l’impatto psicologico della quarantena: certe cose dipendono dalla politica (ad esempio fare in modo che tutti abbiano i generi di prima necessità, in questi tempi non solo farmaci e generi alimentari, ma anche la possibilità di comunicare lavorare, e studiare da casa attraverso dispositivi e un buon accesso alla rete internet) , altre dai comportamenti e dalle  scelte dei singoli ( mantenere i contatti con le persone, motivare il proprio sforzo per il bene della collettività, gestire al meglio tempo e garantirsi routine quotidiane.)

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Articolo a cura di:

Samanta Martellacci

Samanta Martellacci
Psicologa, Psicoterapeuta della Gestalt.

Disponibile a colloqui a distanza via skype e WhatsApp

Penso che la vita di tutti noi sia una storia che merita di essere raccontata. Certe volte ci sono delle pause, dei cambiamenti repentini, una sofferenza troppo grande e non sappiamo come proseguire il racconto da soli. Io lavoro con le persone per far in modo che riprendano il filo della loro storia da dove si era interrotto e perché si assumano la responsabilità di cambiamenti desiderati e mai espressi. Aiuto la persona a fare della propria vita un romanzo unico e irripetibile, scritto dalla propria penna.

n. di iscrizione all’Ordine degli Psicologi della Toscana: 6667

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